copia forense

  • Computer Forensics

     I servizi di Computer Forensics hanno come principale oggetto delle indagini computer desktop, portatili, netbook  e server. Le indagini tecniche si svolgono sopratutto sulle memorie di massa isolate( pen drive, cd, dvd, etc.. ) o facenti parte del sistema (hard disk) In particolare la nostra consulenza è indirizzata verso:

    • Indagini e analisi  di supporti digitali  aziendali
    • Indagini e analisi  di supporti digitali  per reati contro l'azienda o condotti mediante strumenti aziendali
    • Indagini online in Internet per reati contro l'azienda
    • Indagini aziendali violazione dl 231
    • Indagini e analisi di supporti digitali e online in Internet per la reati contro la persona o  contro il patrimonio
    • Indagini e analisi di supporti digitali e online in Internet per violazione del diritto del lavoro
    • Consulenze tecniche di parte CTP
    • Consulente tecniche di ufficio CTU
    • Incident handling

    Operiamo su un'ampia gamma di supporti digitali cercando di mantenere il passo con le nuove tecnologie.

    I supporti su cui operiamo:

    • Hard disk
    • Sistemi Raid
    • Nastri LTO
    • Usb key, Memory Card
    • Sistemi di posta
    • Sistemi di virtualizzazione e virtualizzati
  • Copia/Acquisizione Forense

    I nostri servizi di Copia/Acquisizione forense, permettono di eseguire la copia o acquisizione forense di computer, smartphone, tablet, contenuti web, utilizzando tecniche e procedure di Digital Forensics.

    Il servizio è indirizzato principalmente a Polizia Postale, Guardia di Finanza, Polizia Giudiziaria, Giudici, Pubblici Ministeri, Procure, ma anche a avvocati, agenzie investigative, aziende e privati, che hanno necessità di cristallizzare secondo la prassi delle procedure forensi, una fonte di prova, prima che intervengano altri fattori esogeni che ne possano alterare o distruggere i contenuti

    Per eseguire la copia forense ci avvaliamo delle migliori tecnologie presenti sul mercato: write blockers: Tableau, Ultradock, duplicatori:Falcon, distribuzioni Linux forensi Deft e Caine

    La copia/acquisizione Forense riguarda in generale i seguenti dispositivi:

    - Computer
    - Server
    - dischi, nastri backup,
    - chiavette USB, CD, DVD
    - vhs
    - Smartphone, Tablet, cellulari
    - Contenuti Web
    - Profili social
    - Contenuti Cloud
    - mail box
    - WhatsApp, Telegram, Signal, WeChat

    etc..

    La copia o acquisizione forense di una fonte di prova risulta spesso fondamentale nella risoluzione di un contenzioso in quanto cristallizza con metodi forensi il contenuto dell'informazione permettendo, ove si renda necessario di  chiarire il quadro indiziario.

    Perché il consulente informatico forense possa procedere a una perizia informatica è necessario possa disporre di una copia forense da allegare alla perizia e di una ulteriore copia su cui poter lavorare per non compromettere la fonte originale di prova

     

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  • Copia/Acquisizione Forense Web

    I nostri servizi di Copia/Acquisizione forense di pagine web, profili social e account cloud permettono di eseguire la copia/acquisizione forense dei contenuti presenti in Internet. 

    Si ricorre alla copia forense di una pagina web o di un intero sito quando ricorrono le condizioni di diffamazione, uso illecito di loghi e marchi, clonazione di portali web o di piattaforme software, pratiche commerciali scorrette, dipendente infedele

    Le pagine web presenti in Internet possono essere alterate in tutto o in parte o  essere rimosse con estrema rapidità e facilità. Si pensi ai post sulle bacheche dei social network come Facebook, un post può essere cambiato, rimosso o nascosto  in qualsiasi momento mediante uno smartphone. 

    La stampa della pagina web o il suo semplice salvataggio non ha valore probatorio,  come chiarito dalla Cassazione, Sezione lavoro con la sentenza n. 2912 del 18 febbraio 2004, recita che 

    "La copia di una pagina web su supporto cartaceo ha valore probatorio solo se raccolta con le dovute garanzie. Per la rispondenza all'originale e la riferibilità a un momento ben individuato - Le informazioni tratte da una rete telematica sono per loro natura volatili e suscettibili di continua trasformazione. Va escluso che costituisca documento utile ai fini probatori una copia di pagina web su supporto cartaceo che non risulti essere stata raccolta con garanzia di rispondenza all'originale e di riferibilità a un ben individuato momento (Cassazione Sezione Lavoro n. 2912 del 18 febbraio 2004, Pres. Mattone, Rel. Spanò)"

     

    Il servizio di acquisizione/copia forense di pagine web e siti adotta metodologie forensi di garanzia e tutela dell'originalità delle fonti e dei contenuti alla data di acquisizione, metodologia che fornisce quindi  valore probatorio, ai contenuti web così acquisiti. 

     

    La copia o acquisizione forense di una prova presente in Internet è sempre più spesso fondamentale nella risoluzione di un contenzioso in quanto cristallizza con metodi forensi il contenuto dell'informazione permettendo, ove si renda necessario di  chiarire il quadro indiziario.

     

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  • WhatsApp: ci vuole la copia forense dello smartphone

    Se qualcuno ancora aveva un dubbio che per acquisire i messaggi Whatsapp di uno smartphone non servisse la copia forense del telefono, ecco che la Corte di cassazione con la sentenza 1882 ha sgomberato il campo ad ogni erronea interpretazione della legge

    "Whatsapp e mail acquisiti senza garanzie particolari -  I messaggi whatsapp, gli sms e le mail conservate nella memoria del telefono, sono dei documenti e possono essere acquisiti, nell’ambito di un’indagine, senza la particolare procedura prevista per le intercettazioni o il sequestro della corrispondenza. La Corte di cassazione (sentenza 1822) respinge il ricorso contro l’ordinanza con la quale il tribunale del riesame confermava la legittimità del sequestro probatorio di mail e di uno smartphone, nel corso di un’inchiesta per reati fallimentari. 

    L’indagata contestava la modalità seguita per l’ acquisizione dei dati, attraverso la cosiddetta copia forense. Secondo la ricorrente gli inquirenti, per entrare in “possesso” dei messaggi whatsapp e delle mail, avrebbero dovuto adottare la procedura prevista dal codice di rito penale per le intercettazioni (articoli 266 e seguenti), avendo di fatto di intercettato dei flussi di comunicazioni telematiche.

    Inoltre, a parere della difesa, con la copia indiscriminata di tutti i dati archiviati nella memoria del telefono, era stato violato il principio di proporzionalità e adeguatezza.

    Ma nessuna delle due contestazioni viene accolta.

    Messaggi “wapp”, sms e mail scaricati e conservati nella memoria del cellulare, hanno natura di documenti - precisa la Corte - e, come tali, non rientrano nel concetto di corrispondenza che prevede un’attività di spedizione da parte di un mittente con consegna a terzi. In caso di copia dei dati dal cellulare sequestrato non è dunque applicabile la disciplina dettata dal codice di rito per il sequestro della corrispondenza (articolo 254). E non è neppure ipotizzabile un’attività di intercettazione, che prevede la captazione di un flusso di comunicazioni in corso e non, come nello specifico, l’acquisizione a posteriori di dati conservati in memoria. Non c’è stata nessuna trasgressione neppure dal punto di vista dell’adeguatezza e della proporzionalità della misura. 

    La copia forense garantisce, infatti, nell’interesse delle parti, l’integrità e l’affidabilità del dato “estratto”. La selezione dei documenti contabili - spiega la Suprema corte - è particolarmente complessa perché investe tutta l’attività imprenditoriale dell’indagato. Per questo la scelta e la “riproduzione” dei documenti rilevanti non si poteva fare sul posto, in un limitato arco di tempo"  tratto da Patrizia Maciocchi, Il Sole 24 ore 17 gennaio 2018 p. 19 e  online http://www.quotidianodiritto.ilsole24ore.com/art/penale/2018-01-16/whatsapp-e-mail-acquisiti-senza--garanzie-particolari-181033.php?uuid=AEMjQnjD

     

     

     

     

    L’indagata contestava la modalità seguita per l’ acquisizione dei dati, attraverso la cosiddetta copia forense. Secondo la ricorrente gli inquirenti, per entrare in “possesso” dei messaggi whatsapp e delle mail, avrebbero dovuto adottare la procedura prevista dal codice di rito penale per le intercettazioni (articoli 266 e seguenti), avendo di fatto di intercettato dei flussi di comunicazioni telematiche.
    Inoltre, a parere della difesa, con la copia indiscriminata di tutti i dati archiviati nella memoria del telefono, era stato violato il principio di proporzionalità e adeguatezza.
    Ma nessuna delle due contestazioni viene accolta.
    Messaggi “wapp”, sms e mail scaricati e conservati nella memoria del cellulare, hanno natura di documenti - precisa la Corte - e, come tali, non rientrano nel concetto di corrispondenza che prevede un’attività di spedizione da parte di un mittente con consegna a terzi. In caso di copia dei dati dal cellulare sequestrato non è dunque applicabile la disciplina dettata dal codice di rito per il sequestro della corrispondenza (articolo 254). E non è neppure ipotizzabile un’attività di intercettazione, che prevede la captazione di un flusso di comunicazioni in corso e non, come nello specifico, l’acquisizione a posteriori di dati conservati in memoria. Non c’è stata nessuna trasgressione neppure dal punto di vista dell’adeguatezza e della proporzionalità della misura.
    La copia forense garantisce, infatti, nell’interesse delle parti, l’integrità e l’affidabilità del dato “estratto”. La selezione dei documenti contabili - spiega la Suprema corte - è particolarmente complessa perché investe tutta l’attività imprenditoriale dell’indagato. Per questo la scelta e la “riproduzione” dei documenti rilevanti non si poteva fare sul posto, in un limitato arco di tempo.>> (Patrizia Maciocchi, Il Sole 24 ore di oggi, p. 19).

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